Conseguenze dell’Euro per la crescita economica italiana
L’euro ha i suoi pro e contro, i suoi fans e i suoi negazionisti ma il confronto nostalgico con la vecchia lira è inutile visto che una volta entrati in Europa non è possibile uscirne.
Lo scetticismo europeo
Nel 1991 è stato progettato l’euro e nel 1999 dodici paesi, tra cui l’Italia, hanno modificato il loro conio. L’ingresso del Belpaese in Europa è stato accolto con scetticismo dagli italiani, molto legati al valore della lira ma soprattutto preoccupati per il possibile aumento del costo della vita conseguente all’adozione della nuova moneta. I dati raccolti nei due anni successivi all’entrata in vigore dell’euro, infatti, dimostrano che la maggior parte dei cittadini italiani (ma anche tedeschi e francesi) è convinta che l’introduzione dell’euro abbia causato un aumento generale dei prezzi, che in molti (facendo il cambio con la vecchia lira) hanno visto quasi raddoppiati.
I pro e i contro
Eppure, dopo un decennio dalla nostra entrata in Europa è possibile stimare un bilancio positivo prodotto dall’euro sull’economia italiana. Innanzitutto, è importante sottolineare che l’euro è una moneta forte in grado di competere a testa alta con i diretti avversari dollaro e yen; inoltre, la nuova moneta è in grado di difendersi molto bene dagli speculatori che, guardando indietro di qualche decennio, crearono non pochi problemi alla lira. L’euro, tuttavia, nasconde una doppia faccia: da una parte, infatti, più la moneta europea si rafforza più diminuisce la percentuale di coloro che esportano i loro prodotti all’estero e di coloro che investono in Europa; dall’altra, invece, il rafforzamento dell’euro giova a chi importa i prodotti dall’estero e a chi, invece, partendo dall’Europa va ad investire i propri interessi in altre zone del mondo. Ma i vantaggi dell’euro non finiscono qui. Grazie all’introduzione della moneta unica, infatti, spostarsi in Europa è diventato molto più comodo e conveniente dal momento che si risparmiano i costi che erano previsti dal cambio della moneta. Inoltre, le esportazioni all’interno dei paesi membri della comunità sono aumentate quasi del 15%. Ciò significa che le esportazioni nella zona Europa sono aumentate, mentre quelle nella zona extra-europea sono in netta diminuzione.
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